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storie e proposte del gruppo piombinese #salvaiciclisti


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#ideesparse n°13 – parchi giochi e mobilità (si impara da piccoli, come andare in bici)

tredicesima puntata della rubrica #ideesparse – una rubrica di fantascienza
con il pensiero che corre a Ciclilandia, a Tirrenia (PI), di cui si trovano solo poche tracce sparse in rete,
e alla necessità – dichiarata da tutti ma messa in pratica di rado – di cominciare a educare fin da piccoli
per ricordarsi comunque che mentre in Italia non si può fare (perché “ci sono cose più importanti”, “non ci sono i soldi“, “il problema è un altro”) altrove il futuro sta già accadendo

articolo originale (tradotto in italiano – con la collaborazione preziosa di Arianna Baroni –  su autorizzazione di Copenhagenize Design Company)

TrafiklegepladsNel 1974 a Fælledparken (Copenhagen) era stato aperto un parco giochi di educazione stradale, per dare ai bimbi la possibilità di perfezionare le loro abilità di andare in bici e di interagire con gli altri utenti del traffico. Il 29 novembre 2014, il parco giochi ha riaperto i battenti a seguito di una ristrutturazione, giusto in tempo per il 40esimo anniversario.

Parchi giochi a tema del genere sono diffusi in Danimarca e Olanda fin fagli anni ’50, e vanno a braccetto con la presenza della bicicletta all’interno dei progetti educativi delle scuole danesi fin dal 1947. I bambini hanno il loro primo assaggio di “scuola di bici” a 8-9 anni, in terza elementare, e sostengono un esame in bici già a 11-12 anni.

Tutte le attrezzature al parco giochi di Copenhagen sono state rinnovate. È stato steso un nuovo manto stradale, e tutto il resto è stato tirato a lucido. L’insegnamento della mobilità sicura è davvero una priorità in Danimarca, e ovviamente i nostri ragazzi meritano di avere le migliori condizioni possibili.

Trafiklegeplads_-_Traffic_Playground_-_Copenhagen_Flickr_-_Photo_Sharing!_-_2015-01-05_16.13.55 Trafiklegeplads_-_Traffic_Playground_-_Copenhagen_Flickr_-_Photo_Sharing!_-_2015-01-05_16.14.15Il parco giochi a tema mobilità è un parco pubblico con una città trafficata a misura di bimbo, dove i bambini imparano a spostarsi in un ambiente sicuro.

Nel parco è presente del personale addetto durante gli orari di apertura, e i bambini possono prendere in prestito go-cart, veicoli a pedali con trailers e piccole biciclette. I bambini sono anche invitati a portare le loro bici, i pattini, e i monopattini.

Per i bambini più piccoli (2-5 anni), c’è una piccola corsia recintata dove i piccoli possono usare go-cart, tricicli e bici con rimorchio. Inoltre, il parco giochi ha una rimessa per i go-cart adatti ai bambini tra i 5 e i 14 anni. In aula, i bambini posso assistere a lezioni dedicate.

Il parco giochi di educazione stradale è composto da piccole strade che si intrecciano tra prati, cespugli e alberi. Tutto nelle piccole strade di allenamento è ridotto per adattarsi alla prospettiva dei bambini. Ci sono minisegnali, corsie d’accesso, segnaletica orizzontale, marciapiedi, attraversamenti pedonali, percorsi ciclabili, un benzinaio, una rotonda, le fermate dell’autobus, i semafori e anche i cestini portarifiuti inclinati in direzione dei ciclisti, proprio come nella realtà (potete vederne alcuni nelle foto di questo articolo)

Trafiklegeplads

È presente ogni aspetto del traffico in città e nelle aree suburbane. I bambini passano dall’essere ciclisti, automobilisti e pedoni, in modo da imparare dalle diverse prospettive.

In una città come Copenhagen, è davvero utile per i bambini imparare come interagire e comunicare nel traffico fin dalla tenera età. All’età di 6 anni, molti bambini vanno a scuola in bicicletta, perciò non è mai troppo presto per iniziare a fare pratica. Nelle nostre pedalate quotidiane a Copenhagen vediamo che i più giovani sono bravissimi a muoversi in bici e interagire con auto e traffico motorizzato. Tutte le città possono imparare qualcosa da questo. Un impianto come questo si inserisce perfettamente nella nostra idea di come dovrebbe essere una città davvero a misura d’uomo.

Il parco-giochi di educazione stradale si rivolge a scuole e asili, ma anche altri gruppi organizzati e genitori sono i benvenuti per una sosta con i loro bambini.

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di consigli comunali, mozioni e fraintendimenti

Oggi è una giornata che segna due risultati positivi, e può essere considerata un buon inizio.

Il primo risultato è l’approvazione di una mozione proposta da Spirito Libero:

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il post su FB che preannunciava la proposta

Da parte mia, per quanto continui a ritenere necessaria per la sicurezza una pianificazione che renda di fatto non più impellente una sensibilizzazione, non posso he sottolineare come l’aria da resa dei conti che si respira in strada sia palpabile, e di fatto un’attenzione maggiore da parte delle istituzioni non può che essere una finestra aperta in più a fare il ricambio necessario.

La sensibilizzazione di chi sta sulla strada è comunque al momento una parte (importante) del lavoro da fare, e la disponibilità a cercare una via, inclusa quella di farsi portavoce presso le istituzioni di proposte specifiche, è un segnale da tenere presente.

Ci auguriamo lo stesso spirito di collaborazione, coscienti  che i segnali non bastano, quando sarà il momento di mettere mano agli interventi sul territori.

Il secondo risultato positivo invece è un pericolo scampato, che nasceva più o meno da qui:

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l’articolo del Tirreno

Un articolo del Tirreno di oggi da cui partita (tra il preoccupato e il divertito) un po’ di baruffa online, una serie di supposti fraintendimenti, di battute sui parcheggi a lisca di pesce e sulle panda anfibie per andarci a totanare, e di varie richieste di chiarimenti da più fronti, nell’incredulità generale.

C’è stato anche un tentativo di chiarimento, con il Sindaco in prima persona che ha scritto:

Si tratta solo di qualche posto auto non nel piazzale ma nella parte antistante alla struttura [n.d.r. della Capitaneria di porto]. Un piccolo contributo teso a dare qualche opportunità in più di parcheggio, sopratutto nel periodo invernale. Il provvedimento sarà infatti assolutamente limitato temporalmente e ci servirà a capire alcune dinamiche per il piano della mobilità su cui l’Assessore Capuano sta lavorando. Quindi come si legge, revocabile se risulterà non opportuno.

Da parte mia, i dubbi li ho espressi così, tra un commento e l’altro:

Fermo restando che “dare qualche opportunità in più di parcheggio” e incentivare la mobilità sostenibile (TPL bici e camminare) fanno a cazzotti, e che sarebbe l’ora di capire su quale criterio basarsi per decidere le politiche di trasporto in città.

Uno, uno soltanto: la salute (come a Londra), o la sicurezza, per dire.
Uno. Punto.
Non (cito) “la salute, la sicurezza, il PIL, gli interessi dei bottegai, dei residenti, dei palazzinari, dei signori del cemento, delle lobby, dei sindacati, dei concessionari auto, dei dipendenti pubblici e giù giù fino all’ultimo scalzacani”. Non si può pretendere di avere più posti auto in centro e essere convinti che le persone non prenderanno l’auto perché persuasi della necessità di non usarla per glli spostamenti, per quanto ridicoli siano.

E inorridisco a leggere che il tutto nasce “a sostegno delle attività commerciali”

Ma siamo veramente sicuri che ai commercianti porti vantaggio un aumento dei parcheggi auto? Che il dettaglio al commercio prospera nelle aree pedonali e a bassa intensità di traffico è un dato acquisito un po’ in tutte le realtà europee, gli stessi outlet vengono sempre più spesso pensati come piccoli borghi pedonali (artificiali) per incentivare la fruibilità, checché ne possano pensare i commercianti.

Sarebbe bene, prima di sentire “il parere dei commercianti” e accontentare le richieste di chi a sensazione pensa di veder calare il commercio senza un incremento delle aree parcheggio, scegliere un criterio. E sentire il parere di chi si occupa di pianificazione della mobilità, vivibilità degli spazi e rimodellazione dei centri urbani.

Io almeno francamente lo preferirei all’idea di affidare la faccenda a chi di mestiere vende vestiti o scarpe. E non fraintendetemi: lungi da me escludere le realtà del commercio locale. Bisognerebbe coinvolgere loro per prime, ma convincendole a farsi prime promotrici del cambiamento.

E francamente, a ulteriore commento della vicenda, trovo del tutto ininfluente he siano 15 posti o 150. Nel piazzale o di fronte all’edificio della C.P.
In ZTL, in pieno centro urbano, per me c’è qualcosa che non torna nel ragionamento di fondo.
E quindi non si sposta di una virgola la questione.

Il risultato positivo di cui in oggetto, al di là delle supposte cattive interpetazioni e al netto dei commenti più o meno ironici, più o meno allarmati, più o meno strutturati alla vicenda, è stato il ritiro della mozione:

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Fa piacere, nel quadro generale, aver riscontrato attenzione e sensibilità trasversali da parte di molti: probabilmente certi modi di vedere gli spazi della città si stanno lentamente facendo strada.Continuiamo a seguire, quanto più curiosi e attenti possibile, gli sviluppi di una città che cambia