piombino in bici

storie e proposte del gruppo piombinese #salvaiciclisti


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La variante Conad

Nessun uomo è un’isola
e neanche un supermercato lo è

Si è svolto ieri al Perticale un incontro pubblico con l’assessore all’urbanistica per illustrare la variante urbanistica legata allo spostamento del Conad, e gli interventi di interesse pubblico che il privato dovrà realizzare contestualmente. E se un supermercato non è un’isola, proviamo a dare uno sguardo a quel che c’è attorno, con un occhio alle persone oltre le cose.

La notizia, in breve: il Conad si sposta di pochi metri dalla sede attuale ai vecchi magazzini Aurelia, e oltre alla realizzazione del nuovo punto vendita e alla relativa area di sosta si occuperà di realizzare una rotatoria in corrispondenza con l’ingresso del parcheggio e dell’area della palestra, un ampliamento del parcheggio pubblico, e il completamento del tratto di collegamento pedonale e ciclabile con via della Pace, attualmente solo pedonale e interrotto al confine sud del campo di atletica.

Il progetto parte dall’analisi di partenza della relazione illustrativa del Progetto, dove si legge:

L’area […] ricade nella zona urbana 6 per la quale è stata evidenziata una carenza di disponibilità delle aree di sosta con una stima di circa 160 posti auto in meno rispetto al fabbisogno (pari a – 18% della zona), che risulta essere il dato più alto nel comune dopo il centro storico.
Per quanto riguarda i collegamenti stradali e il sistema di accessibilità, attualmente l’area di trasformazione è attraversata tra i due ambiti da via Lerario/ via Maestri del lavoro[…]. Tale strada è riconosciuta come un asse urbano principale […]. Il dossier D non individua particolare criticità nel tratto di attraversamento dell’area AT26[…]. Ad ogni modo, data l’immissione nell’ambito 5 di una nuova struttura commerciale che incrementa la presenza di autoveicoli sul traffico di base esistente, il PA prevede la realizzazione di una intersezione a rotatoria su via Lerario, in corrispondenza con l’accesso pubblico alla nuova struttura di vendita, che contribuirà a un regolare deflusso del traffico presente in quella sezione stradale.

il quartiere ci guadagna? rispetto a niente, di sicuro il quartiere ci guadagna

Posto che su una strada priva di marciapiede sul lato del fosso e con due curve cieche non individuino particolari criticità, l’incontro è stato piuttosto utile a chiarire alcuni punti e a segnalare alcune problematiche.

L’ottima notizia è che il collegamento tra via della Pace e le scuole non sarà più solo una previsione superata del vecchio Regolamento Urbanistico, ma verrà completato. Il tratto collegherà via della Pace alle elementari – come più volte richiesto – con un percorso ciclabile e pedonale in sede separata. Suggeriamo almeno una separazione con gradino, per evitare situazioni di conflitto con i pedoni nei momenti di picco (l’entrata e uscita dai licei, soprattutto, è piuttosto transitata). Via Amendola da quel punto di vista è un esempio chiaro dei problemi che comporta una separazione solo nominale. Ma comunque vada non può che essere un buon risultato, vista la situazione attuale.

La brutta notizia è che l’area pubblica di sosta vedrà più che triplicare gli stalli auto (da una trentina a un centinaio), a fronte di una riduzione dell’area a parco e nonostante il Conad abbia già la sua area di sosta minima come da normativa. In parte l’incremento era inevitabile, in parte la scelta politica è stata quella di giocare a rialzo, andando a dedicare alle auto tuta l’area sterrata attualmente comunque utilizzata in entrata e uscita dalle scuole, e sostanzialmente adottando una politica di messa a norma di un abuso.
In un’area che vede i picchi di utenza in orari scolastici, da un’amministrazione che vuole mettere in piedi una “rivoluzione della mobilità” ci saremmo aspettati una sistemazione dell’area, anche un minimo incremento degli stalli attuali, ma non un aumento di questa portata. Che i parcheggi incentivino l’utilizzo dell’auto, credevamo fosse ormai acquisito.
In un’epoca in cui le problematiche maggiori di traffico gravano proprio sulle aree scolastiche, e le soluzioni adottate in molti luoghi – nell’interesse prioritario dei bambinivanno verso la chiusura delle aree scolastiche al traffico veicolare privato, triplicare gli stalli ci pare abbastanza anacronistico. Certo, è quello che la gente vuole: più parcheggi. Ma resta una soluzione ben poco rivoluzionaria.
Avremmo preferito veder sistemare l’esistente, e magari comunicare alla cittadinanza come soluzione all’annoso problema della sosta abusiva sul piazzale il potenziamento del trasporto pubblico.
Si prende atto che la scelta fatta dal Comune è stata un’altra: la spesa si fa in macchina, e a scuola i bimbi si portano in macchina. Peccato per l’ennesima occasione persa. La rivoluzione può attendere. Certe realtà continuano a esser trattate come ineluttabili.

Poi c’è la la (non) notizia, abbastanza buona: Non è previsto un percorso ciclabile in rotatoria (ma d’altra parte quelli sono cose da rubrica di fantascienza), e sostanzialmente non ci si pone il problema – contestualmente a questo intervento – di come raggiungere il percorso ciclabile in sicurezza dal lato sud. Durante l’incontro però è stato dichiarato che l’esistenza di un collegamento tra licei e Perticale è propedeutico una “messa a rete sistemica” futura, che pur non potendo essere inclusa nell’intervento di un privato come quello del Conad supponiamo verrà esplicitata nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile.

Nota a margine, rimanendo in ambito di aree di sosta: il piazzale di sosta del Conad prevede inoltre la realizzazione di 30 stalli bici (incremento del 2% rispetto ai 28 minimi previsti, a fronte di un incremento dell’11% e del 20% sui minimi di 99 e 66 previsti rispettivamente per auto e moto). Non è dato sapere se degli stalli per bici propriamente detti saranno previsti in sostituzione dell’attuale inutile mollone accanto alla scuola, e eventualmente incrementati in che misura. Onestamente tra le tante domande ci siamo scordati di chiederlo. Magari lo faranno ufficialmente UISP o la scuola.

Tra il PUMS in approvazione entro Luglio e l’intenzione del Conad di aprire per Pasqua 2019 (quindi verosimilmente si spera almeno di avere il percorso ciclabile e pedonale aperto per l’anno scolastico 2019-2020, ma ci auguriamo prima dell’estate), almeno vediamo muovere qualcosa di concreto.

Il rendering della rotatoria (ovviamente solo illustrativo) con tanto di bici in attraversamento su passaggio pedonale, da marciapiede a parcheggio, senza neanche i quadrelli di attraversamento ciclabile a terra. Praticamente per raggiungere il percorso ciclopedonale ci si continuerà ad arrangiare

Aspettiamo la pubblicazione del progetto per valutare l’opportunità di fare eventuali osservazioni o se puntare sulla velocizzazione dell’iter, sorvolando su incongruenze e perplessità minori.

Nel frattempo siamo ben lieti della contrattazione che ha portato alla decisione di Conad di accollarsi costi superiori ai previsti oneri di urbanizzazione per intervenire su tutta l’area di interesse pubblico. Ci auguriamo di non dover attendere nuovamente interventi privati e relative concertazioni per vedere realizzati altri interventi di pubblica utilità per la mobilità ciclistica in città.
Non ci sono abbastanza supermercati da spostare.

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Un bilancio parziale

A seguito delle ultime notizie lette sul Tirreno, ci preme fare una breve ricostruzione di una questione particolare legata alla ciclabilità cittadina:

Più di due anni fa Salvaiciclisti Piombino aveva proposto l’apertura di un percorso dedicato tra licei e perticale, estrapolandolo dal documento presentato qualche mese prima in vista del PUMS (definito dallo stesso assessore all’epoca un lavoro utile e ben fatto).

La proposta nasceva dichiaratamente con l’intento di evidenziare e sollecitare un intervento ad alta resa e basso tasso di polemica, dato che collegava un quartiere residenziale con l’altro e due plessi scolastici altamente frequentati, senza togliere un parcheggio né un metro di spazio alle auto, e sfruttava spazi semiabbandonati sul confine tra le scuole e il campo di atletica.

La richiesta era stata inviata agli assessori ai Lavori Pubblici e all’Urbanistica, con la seconda fresca di nomina e reduce da anni di attività con il Consiglio dei Bambini e delle Bambine proprio sul tema della mobilità.

Lo stesso tratto era già previsto dal Regolamento Urbanistico approvato durante il precedente mandato, e segnalato indipendentemente anche da Spirito Libero, lista civica facente parte dell’attuale maggioranza.

Ci aspettavamo un minimo di entusiasmo e tempi certi, ma risposte in merito non ne sono mai arrivate.

Fu detto più volte durante i successivi incontri pubblici di confronto con la cittadinanza di aspettare il Piano della Mobilità, ché senza quello l’amministrazione non avrebbe speso un centesimo.

Abbiamo aspettato.
Anche per interventi banali
come la riparazione di una rastrelliera. Per almeno tre anni. Continuando a proporre e segnalare dubbi e possibilità anche su una serie di altri temi, e a partecipare agli incontri, sempre più radi. Abbiamo aspettato

Nel frattempo, negli ultimi mesi:

  • è stato installato un tornello – abbastanza inefficace – per impedire il passaggio dentro al parcheggio dell’IPC
  • sono stati annunciati almeno due interventi sostanziosi relativi alla mobilità su altri punti della città

a dimostrazione che su quel che si ritiene prioritario è possibile spendere anche più di un centesimo, che sia per due tubi di ferro o per un altro svincolo a fagiolo.

Un paio di settimane fa ci siamo quindi permessi di sollecitare un riscontro sul percorso in questione.
Stavolta inoltrando la richiesta in copia al Tirreno:

2018.03.15 taglio ai licei - Copia.jpg

Il pezzo gentilmente pubblicato sul giornale, sulla base del nostro sollecito al Comune

Aspettando che passassero tutte le scadenze indicate in precedenza, e aspettando anche che passassero le elezioni, fosse mai che una richiesta che riteniamo sacrosanta venisse liquidata come un attacco politico.

Crediamo di aver dimostrato tutta la pazienza del mondo.

La risposta del Comune è arrivata dopo una decina di giorni, indirettamente, come nota a margine di un comunicato relativo al finanziamento del progetto (il progetto, non la realizzazione) di una ciclabile in costa est. Un percorso lungo l’argine in gran parte già esistente, che avevamo indicato anche noi, ma solo come secondario a una direttrice in Geodetica, funzionale solo in chiave turistica per collegare le strutture ricettive della costa al comune vicino di Follonica.

In buona sostanza:

  • i soldi se si vuole si trovano e si possono spendere, il piano evidentemente non è vincolante
  • si è scelto di privilegiare la progettazione di un intervento di tipo turistico-ricreativo in extraurbano, su un tratto già in parte percorribile, che incide ben poco sulla mobilità sia cittadina che interna al territorio comunale
  • si rimanda l’apertura di un tratto funzionale ai residenti e alle scuole a un futuro spostamento del Conad, demandando quindi alle esigenze commerciali di un privato l’apertura di un percorso a servizio della cittadinanza.
  • si rimanda nuovamente l’approvazione del PUMS, che ricordiamo:

a novembre 2014 era prevista per settembre 2017:

PUMS 1.jpg

da un comunicato stampa del Comune

dopo vari ritardi e rinvii, a ottobre 2017 era slittata a dicembre 2017

e adesso ci ritroviamo posticipata a luglio 2018

Il tutto senza neanche una data certa per lo spostamento del Conad.

Ora, stando alle speranze espresse da Antonio Cavicchi, titolare della società proprietaria del supermercato, il nuovo Conad sarà pronto nel 2019.

Ma già altri progetti sugli spazi pubblici erano stati vincolati a interventi di realtà private: lo spostamento della COOP da via Gori, la restituzione alla città delle aree di Città Futura. Il primo è saltato, la seconda si trascina in un limbo da anni, e il resto della città è rimasto al palo in attesa di un futuro sempre più fumoso.

E comunque più che le speranze di un privato vorremmo avere riscontri, e possibilmente risultati concreti, dall’amministrazione pubblica.

A proposito di progetti, a questo punto viene da chiedersi che fine abbia fatto anche quello più volte annunciato e poi scomparso nel nulla relativo a Ponte di Ferro.

Un’ultima nota a margine: a breve comincerà la campagna elettorale, e ricominceranno a fioccare promesse di magnifiche sorti e progressive da tutte le parti. Più piste ciclabili per tutti.
Chiediamo una cortesia a chiunque vorrà occuparsi del tema: risparmiateci l’improvvisazione, le promesse vuote e la vaghezza. Se qualcuno è davvero intenzionato ad affrontare con criterio i temi della mobilità urbana e della ciclabilità, presenti proposte di interventi concreti e con tempi certi.
Se non si ha idea di come affrontare il tema, le nostre proposte sono sempre le stesse. Copiatele, sono gratis, e a disposizione di tutti. Le trovate tutte pubblicate nella sezione DOCS, uscite via via sul Tirreno e raccolte su questo sito nella rassegna stampa. Siamo disposti a illustrarle di nuovo, a confrontarci concretamente, a fornire e ricevere suggerimenti.
Altrimenti lasciateci rassegnare all’evidenza che il tema della ciclabilità non è considerato né prioritario né secondario per l’amministrazione della città, e abbandonateci alla nostra marginalità evitando almeno di infierire.

Ci siamo comunque già abituati sulle strade, alla marginalizzazione. E abbiamo imparato da tempo a sopravvivere.


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un ponte, strade lungo gli argini, qualche precisazione (ancora sulla ciclovia tirrenica)

Sale l’interesse per il progetto della ciclovia tirrenica, quasi ogni giorno il giornale locale riporta una paginata intera a tema, raccoglie spunti di chi pedala, segnala suggerimenti, problematiche, possibili soluzioni.
E nel frattempo che invoglia a fare un giro, offre spunti per contribuire.

suggerimenti PenninoEra di ieri (10 luglio) una colonna a firma Gennaro Pennino titolata “I suggerimenti di un appassionato”, relativa alla tratta Capalbio-S. Vincenzo, che nel dettaglio per il tratto locale segnalava:

4.Follonica-San Vincenzo Penso che per questo tratto, la scelta più semplice sarebbe quella di seguire, dopo la Carbonifera (facilmente raggiungibile per strade ciclabili abbastanza tranquille), le strade interne al promontorio che conducono a Baratti. Da qui a San Vincenzo è già presente l’ottimo percorso interno alla pineta. Una interessante alternativa sarebbe raggiungere Piombino e, quindi, Marina di Salivoli, località già collegata, con un tracciato bello ma impegnativo, a Populonia e quindi Baratti. Purtroppo ad oggi, il collegamento Carbonifera Piombino presenta due forti ostacoli, Centrale Enel e Zona Industriale, che costringono a percorrere la trafficata strada provinciale. Nella restante parte, il percorso è molto interessante e facilmente percorribile (un po’ trafficato in estate).

Ci ho ragionato un po’, c’era qualcosa che non tornava, la geodetica e l’ingresso in città erano nodi affrontati un po’ troppo alla leggera, e m’è sembrato giusto fare il punto con l’occhio di chi uno sguardo sulle strade del comprensorio ci gira da un po’, e di segnalazioni di ciclisti ne ha raccolte diverse. Con piacere mi ritrovo il pezzo pubblicato quasi per intero su una colonna identica nell’edizione di oggi (11 luglio). Il titolo è un po’ iperbolico: un ponte che secondo me “fornirebbe un paio di alternative” si è trasformato in un ponte che “risolverebbe tutto”.
Magari…
D’altra parte i ponti pare siano ben visti, a giudicare  dall’articolo del 6 luglio 🙂
Comunque, dato che sul giornale manca anche una parte relativa alle vie verdi, tagliata per sacrosanti motivi di spazio, e i riferimenti su mappa (fatta al volo rielaborando il lavoro fatto per il PUM), mi pare utile riportare il testo integrale della lettera:
la colonna pubblicata

la colonna pubblicata

Buongiorno,

vi scrivo in merito a quanto letto stamani sulla pagina dedicata al progetto della ciclovia tirrenica, presenta purtroppo una situazione un po’ troppo ottimistica reltivamente al punto 4.Follonica-San Vincenzo, ipotizzando di seguire dopo carbonifera le strade interne del promontorio di Piombino.
Mappa alla mano, tra Carbonifera e il promontorio c’è da attraversare, oltre a tutta la strada della base Geodetica, anche lo svincolo della 398 e quello di Fiorentina prima di poter raggiungere la Principessa o i percorsi sul promontorio.
Inoltre, una volta raggiunte “le strade interne al promontorio”, sarebbe utile far presente che le stesse sono percorribili esclusivamente in mountain bike, e presentano dei dislivelli e delle difficoltà tecniche da persone abbastanza allenate, e non certo percorribili da tutte le tipologie di ciclista, incluso chi viaggia con borse e magari carrellini con bambini al seguito.
L’ipotesi di ingresso in città inoltre, allo stato attuale presenta altri due punti fortemente critici di passaggio nel traffico veicolare (dalla curva del Gagno al Poggetto) , e per quanto ci stiamo attivando come #Salvaiciclisti Piombino con l’attuale amministrazione per lavorare nell’ottica di un’entrata e un’uscita sicure (sia in funzione di bretella turistica per l’elba che per la sicurezza dei residenti che la bici la utilizzano per spostarsi), pensarla come percorso consigliabile fino a Marina di Salivoli non sarà un’opzione finché il nodo del futuro dell’area industriale (con la vicenda AFERPI in fase di definizione) non verrà sciolto.
Infine, da Marina di Salivoli – o più precisamente da Calamoresca – i percorsi lungo costa che attraversano il promontorio sono nuovamente sterrati da trekking e da mountain bike, con pendenze ancora più impegnative rispetto agli sterrati del promontorio sul lato di Fiorentina, e difficoltà tecniche più adatte a degli sportivi che a dei cicloviaggiatori. Gli scorci sono meravigliosi, ma sono accessibili a altri target, insomma.
Per mantenersi comunque in un’ottica propositiva, i punti critici della base geodetica al momento sono in parte evitabili sfruttando le strade di campagna interne che attraversano le Guinzane e la Sdriscia. L’abbattimento del ponte di ferro sul Cornia purtroppo porta come unica possibilità quella di buttarsi su un breve tratto d’Aurelia, per attraversare Venturina e dalla strada della Caldanelle raggiungere Baratti.
Inoltre, rendendo percorribili gli argini del “canale allacciante Cervia” che attraversa il Parco della Sterpaia (ci sono interventi possibili per migliorare la percorribilità sui lungofiume senza l’impatto ambientale di una strada asfaltata), si potrebbe Collegare Carbonifera con Perelli dal fosso Vignale al fosso Acquaviva, evitando la geodetica del tutto, attraversando un parco naturale e passando a fianco di un’oasi naturale.
In prospettiva di investire sul territorio quindi, con la ricostruzione di un ponte in quella zona del Cornia (che mi auguro avvenga quanto prima e che tenga conto delle pendenze di chi pedala, oltre che delle necessità dei residenti), attraversando le strade di campagna e passando a fianco dell’oasi WWF Orti-Bottagone si potrebbe arrivare a Baratti da Campo all’Olmo, sfruttando qualche strada bianca e un tratto lungo ferrovia fino alla stazione di Populonia, per poi ricollegarsi alla strada della Principessa. Sempre via Campo all’Olmo, sarebbe possibile anche – nell’ottica di incentivare l’intermodalità bici+treno – un collegamento con la stazione di Campiglia Marittima, raggiungibile attraverso un piccolo sottopassaggio (semisconosciuto e che avrebbe bisogno di un po’ di illuminazione, ma comunque servibile).
Un solo ponte insomma, fornirebbe almeno un paio di alternative del tutto al di fuori dal traffico veicolare, senza arrischiarsi a affrontare pendenze improbabili o percorsi tecnici duri.
Come recentemente dichiarato dal Ministro dei Trasporti Delrio in riferimento a un’altra ciclovia, il progetto VenTo, che prevede collegare venezia con Torino sfuttando percorsi lungo Po, rendere percorribile una ciclovia di quelle dimensioniha lo stesso costo di tre chilometri di autostrada. Per tratti brevi come quelli presi in considerazione, soprattutto se inseriti in un progetto abbastanza ampio da poter accedere a finanziamenti europei di rilievo, saebbe utile cominciare a pensare di intervenire anche e soprattutto nell’ottica di una messa in sicurezza dell’esistente, senza piegarsi troppo, laddove non strettamente necessario, a soluzioni di ripiego. Anche in considerazione del ritorno sia in termini di vivibilità che di economia legata a un tursmo in espansione come quello su due ruote.
Concludo ringraziando il Tirreno per la serie di pezzi dedicata al progetto: lo trovo estremamente interessante sia come filosofia di fondo (che non prevede troppa segregazione degli spazi in quelle che Rumiz ha definito “ciclabili ghetto”) che come realizzazione work-in-progress. Sono lieto che se ne parli, che si offra alle persone la possibilità di segnalare le problematiche e di imaginare delle soluzioni, e che si coinvolga un bacino ampio di lettori al di là dei semplici appassionati, sollevando sia interesse sul tema che attenzione sulle imprescindibili questioni di sicurezza di chi, per turismo o semplicemente per spostarsi, fa purtroppo parte dell’utenza vulnerabile della strada.
Il futuro che vogliamo prende forma a partire dalla capacità di immaginarlo, e di raccontarlo agli altri. Questo progetto offre un futuro che condivido, ed è una ventata d’aria fresca che aiuta anche a superare il campanilismo tipoco toscano dei singoli comuni.
Allego un link a mappa del territorio, work in progress e rielaborazione di un altro lavoro fatto dal nostro gruppo in ambito urbano, con una serie di ipotesi e criticità, incluse quelle sopra presentate, al fine di una migliore comprensione di quanto affermato. I percorsi indicati sono cliccabili per una breve descrizione.
Cordialmente
Marco Melillo


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Una bretella, un progetto, una ruota. Facciamo due.

Un percorso sicuro che corre lungo la costa toscana.
Più di 300 km, per collegare la regione dall’estremo nord all’estremo sud.
Finalmente il progetto Ciclovia Tirrenica esce allo scoperto e si guadagna lo spazio che merita sulla stampa locale

2015.07.02 tirrenica

Clicca sull’immagine per leggere l’articolo sul sito web del Tirreno

Riportiamo le parole del direttore del Tirreno, Omar Monestier:

Discorso difficile per la patria dei campanili, lo so bene. Le differenze sono una risorsa, ma c’è almeno un progetto, in ambito turistico, per il quale lo smembramento delle risorse e degli impegni è dannoso: la ciclabile del Tirreno. Un sogno. Un sogno vero, che inizia a Nord, in provincia di Massa Carrara e termina a Grosseto. Se ne parla da anni e non se n’è mai fatto nulla. Ogni amministrazione comunale o provinciale ha agito per sé, costruendo tratti di pista che terminano nel nulla o che si innestano su altri pezzi che mal si raccordano. La Regione Toscana ha da poco concluso il progetto della ciclovia lungo il fiume Arno e ha manifestato l’interesse a ripetere l’iniziativa lungo la costa.
[…]
Raccontiamo ciò che è stato fatto e quel che manca, sottolineando che per un’area fortemente turistica come la costa una ciclovia non è soltanto uno spazio per gli amanti delle due ruote. È anche sviluppo economico, destagionalizzazione, valorizzazione e potenziamento dell’offerta legata a un turismo che rispetta l’ambiente. Una ciclovia è molto più che un nastro d’asfalto lungo 300 chilometri. È la possibilità di creare lavoro in ambiti dalle grandi potenzialità, è l’incrocio proficuo di attività alberghiere e della ristorazione con l’arte e i concerti.

mappa

La bozza del percorso nella nostra zona

Come non essere d’accordo? È necessario lavorarci, farlo in maniera coordinata, e da un’ottica lontana chilometri dai nastri d’asfalto. Il progetto di Signanini è ampio, strutturato, e punta a risolvere delle criticità, sui vari territori, che non frenano solo il cicloturismo. Costituiscono di fatto anche una serie di impedimenti a chi sul territorio ci vive e ci pedala, o ci vorrebbe pedalare, quotidianamente.

Guardiamo la faccenda dal punto di vista locale, allora. Per dove stiamo posizionati sulla mappa, a Piombino serve una bretella. No, non la 398. Una bretellina, diciamo. Un gancio, che arrivi al porto, e che leghi alla linea pedalabile che corre lungo la costa anche i punti di interesse presenti sul territorio comunale, oltre al centro storico cittadino: Baratti, il parco della Sterpaia, l’Oasi WWF. Al momento siamo tagliati fuori. Cercheremo di fare il punto con l’amministrazione, qualche punto lo abbiamo già inserito nelle nostre proposte e segnalazioni, proveremo a capire i tempi e le modalità di intervento, e l’interesse reale di entrare a far parte di qualcosa che – almeno secondo noi – ha del potenziale

Proveremo a esserci, insomma. A capire dove e come sarà possibile passare. E a provare a dire la nostra, senza le competenze tecniche, ma con il polso di chi sul territorio ci pedala già. E per piacere o per sopravvivenza qualche alternativa sicura se l’è già trovata.

interruzioni

a proposito di percorsi interrotti, basta vedere la foto legata all’articolo di giornale

Alla fine del percorso, ci sono delle cose che piacerebbe veder fare: un ponte sul Cornia, che permetta di evitarsi la Geodetica e l’Aurelia collegando Campiglia Marittima, Campo all’Olmo e Sdriscia (e che non serve solo ai residenti). Un po’ di tranquillità in più per arrivare fino a Baratti. Una via di uscita sicura per oltrepassare il Gagno, il Poggetto, viale Unità d’Italia. Per quanto siamo coscienti delle tempistiche legate al futuro dell’area. Poi ci sono delle cose che ci piacerebbe non veder fare: una replica della ciclopedonale di San Vincenzo (scomoda, pericolosa, impercorribile), un aggancio di ciclabili tra comuni come quello sulla strada del Puntone, dove la ciclabile salta da un lato all’altro della strada, e il fondo si trasforma in ghiaino. O percorsi interrotti ad ogni ingresso auto, a spezzare la continuità.

Abbiamo esempi deliranti, su come non fare le cose. E esempi splendidi da copiare, riproporre, adattare alle strade locali, per capire come farle. Alcuni costosi, “alla danese”. Per altri basterebbe ragionare su una segnaletica unica, capillare, efficace. Sfruttando e mantenendo le nostre strade secondarie di campagna, “alla pugliese”.

Ci auguriamo che in una maniera o nell’altra Piombino non rimanga fuori anche da questa linea costiera. Che per questa bretella non servano anni. E che forti della conoscenza diretta del territorio e delle problematiche  e risorse che presenta, le associazioni e le singole persone che lo vivono e che soprattutto ci pedalano in prima persona possano partecipare attivamente alla costruzione di un pezzo di futuro diverso, senza rirovarsi a osservarlo sfrecciarci accanto, perché anche se passerà soltanto a quindici chilometri all’ora sarà difficile da inseguire, una volta persa la ruota. Meglio correre in gruppo.


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PUM!

2 Alla fine la nostra piccola bomba è scoppiata.

photo.phpQualche mese di lavoro di gruppo, di mangiate assieme, di uscite in esplorazione. Un inverno di occhi cavati su mappe e articoli, per capire come fanno dalle altre parti, e provare ad adattare certe pratiche alla nostra realtà. Una fila di facce e parole e storie per mettere insieme un pacchetto di idee che fosse il più possibile organico, sensato, e inclusivo. Che prendesse le mosse dalla bicicletta ma che sostanzialmente girasse attorno a un’idea diversa di città, di spazi, e di vivibilità della città e degli spazi.
Mercoledì scorso il risultato finale: un documento e una mappa di segnalazioni e proposte per il futuro Piano Urbano della Mobilità è stato spedito al’assessore Capuano e al Sindaco, in copia al Tirreno. Con tutti i limiti, le magagne, la parzialità e i dubbi dovuti a un lavoro in definitiva rapido, fatto da persone normali, e decisamente lontano da lavori di tipo più tecnico. Per fortuna non l’hanno preso per un pesce d’aprile. Il dossier adesso è sul tavolo dell’assessore che, ma non avevamo dubbi, ha promesso di tenerlo in forte considerazione per i prossimi provvedimenti in tema di mobilità, scrive il Tirreno. Pure la proposta-provocazione finale e fantascientifica per il centro trova il suo spazio. Ieri pomeriggio, oltre ogni aspettativa, è uscito online un articolo con dentro una copia di tutto il lavoro. Stamani, con una discreta soddisfazione da parte nostra, il giornale in edicola dedica una paginata intera (e la civetta) alla faccenda: 2015.04.08 PUMLa soddisfazione è palpabile, i ringraziamenti al giornale doverosi.

Tra articolo, civetta e prima emergono più o meno tutte le questioni fondamentali. Il puntiglio e le risposte alle polemiche – inevitabili e preventivate nel momento stesso in cui abbiamo deciso di coinvolgere il giornale e farne una cosa di pubblico dominio- ) le rimandiamo ad un altro momento. Al momento tra l’altro la baruffa è minore di quella che credevamo.
Ora c’è solo il timore svanito di aver tanto lavorato per nulla, la sensazione di aver chiuso una fase (cominciata un anno fa facendo pressioni ai candidati alle amministrative) e di avere davanti il lavoro grosso, che però – per fortuna – diventa condiviso.
Condiviso con chi volesse contribuire con correzioni, integrazioni, appunti e punti di vista ulteriori, perché qui nessuno pensa di avere la verità in tasca, ma ci teneva a provare a dire la propria.
Con chi ha apprezzato, e pensa sia utile far proprie le proposte fatte, e chi sente sulla propria pelle le stesse problematiche.
Soprattutto, con chi è preposto – per il ruolo che ricopre – a lavorarci in Amministrazione, a valutare e decidere in Consiglio, da qualsiasi parte stia seduto, e a metterlo in pratica se, dove e quando possibile.

Speriamo presto.
Speriamo – come più volte ci siamo augurati – nella maniera più trasversale e allargata possibile, senza cadere nelle contrapposizioni di squadra, nella stessa ottica da cui ha preso le mosse tutto il lavoro: quella della maggior sicurezza delle persone e della migliore vivibilità della città.

Grazie a tutti quelli che – più o meno consapevolemte – hanno contribuito a darci una mano.

La mappa navigabile la trovate QUI. Un clic su ogni elemento (linea, area o segnaposto) apre una breve descrizione.
QUI invece, copia della relazione publicata online dal Tirreno.

EDIT: di seguito l’articolo, del giorno successivo, con i commenti dell’assessore e i punti evidenziati dall’amministrazione: meno macchine in circolazione, norme che ne scoraggino l’uso almeno vicino alle zone centrali, allargamento delle ZTL e delle zone pedonali. 2015.04.09 PUM Capuano