piombino in bici

storie e proposte del gruppo piombinese #salvaiciclisti


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#ideesparse n°10 – a bridge over troubled water

decima puntata della rubrica #‎ideesparse‬ – una rubrica di fantascienza

When you’re down and out / When you’re on the street
When evening falls so hard
I will comfort you / I’ll take your part
Like a bridge over troubled water / I will lay me down
Like a bridge over troubled water / I will lay me down

da una galleria di foto pubblicata sul Guardian, perché il futuro sta già arrivando là fuori, ora…

quattro idee per uscire da Piombino, se ci fosse da attraversare l’acqua alle Terre Rosse, o anche per Ponte di ferro:

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Brygge bridge, Copenhagen: Quando è stato completato nel 2006, il Brygge era il primo ponte che veniva costruito in 50 anni per l’attraversamento del porto di Copenhagen. Forse senza sorprendere nessuno nella città ciclabile per eccellenza, il ponte è stato realizzato ad uso esclusivo di biciclette e pedoni

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Ponte Arganzuela, Madrid, Spagna: L’arganzuela è il più lungo di una serie di ponti progettati per il Parco Manzanares di Madrid, una nuova area per il tempo libero, nata dopo che una delle principali autostrade cittadine è stata interrata.

 

Melkwegbridge, Purmerend, NetherlandsThis bridge separates cyclists and pedestrians while still allowing easy passage for boats. The cycling deck splits in two, pivoting around piers on either side of the canal to allow boats to pass, while the 12m arch ensures pedestrian access remains uninterrupted Photograph: Next Architects

Melkwegbridge, Purmerend, Paesi Bassi: Questo ponte permette il passagigo separato di pedoni e ciclisti senza impedire il passaggio delle barche. La pedana ciclabile si divide a metà, accostando alle due banchine ai lati, per far passare le barche, mentre l’arco di 12 metri serve il passaggio pedonale ininterrotto.

 

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Peace bridge, Calgary, Canada: Questo ponte a campata unica lungo 126 metri utilizza una struttura aperta a doppia elica, con delle “foglie” di vetro a riempire la parte alta e a fornire un po’ di protezione dagli agenti atmosferici. La corsia ciclabile larga 2,5m sta al centro, con un marciapiede per ogni lato-


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#ideesparse n°9 – l’arretramento dei binari

nona puntata della rubrica #‎ideesparse‬ – una rubrica di fantascienza

L’arretramento dei binari è materia controversa, a Piombino. Ognuno vorrebbe farci qualcosa, tutti hanno un’idea su dove far finire la ferrovia, o che fine far fare alla ferrovia.

Io ho la mia visione della cosa, del tutto slegata dalle analisi di fattibilità economica (d’altra parte mica faccio il contabile, io). E mentre intanto, nel mondo reale, i collegamenti Campiglia-Piombino spariscono e vengono sostituiti dai bus continuo a sognare un collegamento moderno e leggero di superficie al posto dei treni, che tolga ai pendolari l’obbligo e la volontà di andare e venire da Piombino (e dall’Elba) a Campiglia in macchina, tutti i santi giorni, tutti rigorosamente in rapporto standard “1 auto->1passeggero”
Una via di mezzo tra il treno e la tranvia
Una linea ferrata che ci porti nel ventunesimo secolo su quelle stesse rotaie che hanno fatto camminare la città per tutto il ventesimo.

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ma come ci starebbe al posto di quella casa bassa e gialla davanti alla pizzeria di Giorgio?

Per una cosa del genere, intanto, servirebbe un parcheggio scambiatore per le auto a Campiglia, e uno spazio di sosta sicura per le bici a Piombino (dove le distanze massime da e per il centro sono di 4-5km: spostamenti tranquillamente fattibili su due ruote)

e questo articolo (da cui è presa la foto) fornisce uno spunto che sa di futuro, e restituisce quel senso di merviglia che sembra essere andato perso


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#ideesparse n°8 – flash mob

ottava puntata della rubrica #‎ideesparse‬ – una rubrica di fantascienza (sovversiva)

(L’articolo è il ricavato collettivo riadattato di una conversazione sul gruppo facebook)

Un flash mob così magari servirebbe anche a qualcosa…

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un’idea rubata all’articolo

Ci potremmo organizzare per farlo in via Petrarca: si risolverebbere in un colpo solo la questione della sicurezza, quella del traffico inutile e del parcheggio in doppia fila

Poi però Riccardo ha fatto notare: se lo fai ai portici qualcuno pensa: “toh hanno fatto la corsia per parcheggiare in doppia fila in sicurezza”

In effetti non c’avevo pensato… però basterebbe metterci anche questo

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perché sia chiaro chi ci deve passare (ma senza i paletti laterali)

Oppure basterebbe passare con uno shermann della seconda guerra mondiale sopra le macchine…

Tipo il lituano? dé, ma allora meglio le strisce…

ok, lui è eccessivo...

ok, lui è eccessivo…

Non potendo fare come qui sopra, nei paesi civili fanno così.

le strade a Utrecht

le strade a Utrecht

È Utrecht, ma secondo me casca proprio a fagiolo per un posto tipo Via Petrarca

Per la cronaca: misurata da un angolo all’altro della carreggiata Via Petrarca è larga 12.9m. L‘esempio di Utrecht parla di una strada “poco più larga di 13 metri” in cui 7,56m sono dedicati ai marciapiedi (che sotto ai portici ci sono già) e 5,50 alla carreggiata. c’entrerebbero *anche* i parcheggi, oltre a due corsie ciclabili (una per ogni senso di marcia). oppure c’entrerebbero *più parcheggi*, a spina di pesce, evitando le corsie ciclabili nell’ottica di una condivisione degli spazi.

Certo, a volerle fare, le cose… lo spazio ci sarebbe a puntino


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#ideesparse n° 7 – the magic bus

Settima puntata della rubrica #‎ideesparse‬ – una rubrica di fantascienza

il bicibus

il bicibus

L’idea del pedibus per le scuole del centro c’è già, con i cartelli a indicare il percorso
Uun bicibus potrebbe essere un suggerimento per un upgrade

Magari che andasse a sostituire, fuori dagli orari delle scuole, il modernissimo trenino a gasolio

L’articolo originale, con qualche dettaglio in più, l’ha pubblicato BiciZen


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#ideesparse n°6 – verso il fronte del porto

Sesta puntata della rubrica #‎ideesparse‬ – una rubrica di fantascienza

Una puntata dedicata alla fantascienza distopica: le cose che non vorremmo mai vedere.

foto di Rota Fixa

il timore di veder replicate le pratiche peggiori

Il viale che dal centro porta alla stazione marittima potrebbe essere forse uno dei pochi punti di scorrimento in tutta Piombino su cui lavorare in termini di pista o corsia ciclabile. Sarebbe necessario, più che per il fatto che si tratta della strada che mi porta a lavoro ogni giorno, per tutti quei cicloturisti che da aprile a ottobre incrocio in numero sempre maggiore ogni anno che passa, diretti verso l’Isola d’Elba dove a quanto pare da una valutazione empirica stanno lavorando bene per rendersi attraenti a quella mandria di pazzi che girano in bici di svariati chili carichi di borse.

Volevo mantenere un tono positivo e propositivo per la rubrica, ma sono inciampato in un articolo di Rota Fixa con dentro la foto qui sopra, che potrebbe essere presa come modello illustrativo di quel che è da evitare per Viale Regina Margherita: a parte lo spartitraffico assente, potrebbero averla scattata lì.

Speriamo a nessuno venga mai in mente di farci un lavoro del genere