piombino in bici

storie e proposte del gruppo piombinese #salvaiciclisti

i dissuasori (tanto tuonò che piovve)

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Ce li avevano promessi più volte, i dissuasori sulla ciclabile:

il nonsenso

lato via pascoli: il nonsenso

Ne avevo parlato (in maniera credo esaustiva) QUI, approfittando della concomitanza con una discussione simile intercorsa a Milano, e dell’intervento estremamente dettagliato sul tema da parte di Matteo Dondè, che dell’argomento ne sa  sicuramente più di me.
Avevo espresso perprlessità a più riprese. E la maniera in cui sono state fatte le cose mi dice che purtroppo avevo ragione. Anche se è una magra consolazione.

Quando ci sono passato, domenica, di rientro dal flash mob assieme ai ragazzi del prosecco team, quasi non ci volevo credere. E m’è scappato da ridere.
Perché – tralasciamo il fatto che sono orrendi – quei dissuasori non servono a nulla, e perché probabilmente quei soldi potevano esser spesi meglio, per pochi che siano.

Provo a spiegare il perché della mia convinzione

Sono due i punti in cui ho visto auto parcheggiare su quella ciclabile:
Uno è in via Pascoli, nel punto che si vede nella foto sopra accanto alle signore col cane: solitamente c’è in sosta un furgone bianco, con due ruote in ciclabile e le altre due sulla sede stradale, a ridosso dello scalino. E mi pare evidente dalla foto che l’ultimo birillo a sinistra è facilmente scansabile, e lascia comunque tutto lo spazio a un mezzo di salire dallo scivolo come hanno fatto finora.

2014.11.11 - dissuasori sulla ciclabile

lato via Boccaccio (foto presa dal Tirreno)

L’altro è lungo la ciclabile in via Boccaccio, con un’auto che entra dalla curva (mi dicono capiti spesso) e si piazza in mezzo occupando tutta la ciclabile per scaricare la spesa, circa 50 metri prima del signore a passeggio che si vede nella foto qui sopra. E mi pare evidente che potendoci ancora entrare (i dissuasori sono soltanto in fondo, alla curva di via Pascoli) ha sempre tutta la possibilità di uscirne in retromarcia. Esattamente come faceva prima.
Una volta ce l’ho trovato. Mi sono anche fermato a complimentarmi del parcheggio, con il signore che scaricava in via Boccaccio. Mi ha guardato come se fosse una cosa normale, scusandosi tra il sopreso e lo scocciato, e adducendo a motivazione il fatto che insomma, d’altra parte, anche lui doveva pur scaricare la spesa. Me ne sono andato rassegnato. Era tardi, ero in ritardo, non potevo chiamare i vigili, e non volevo finire dalla parte del torto.

Ovviamente nessuno può pretendere che i vigili possano controllare 24/7. Ma mi pare evidente che il caso specifico coinvolge dei residenti: non è che qualcuno ci si ferma pe far spesa al negozio, si tratta di persone che mettono l’auto lì per scaricare prima di entrare in casa. Non mi spiego quindi il senso dei dissuasori, che sembrano lì più a dissuadere me dal poter procedere in bici da via Boccaccio a Via Petrarca, o dall’entrare da piazza costituzione (lato intergarden) nella ciclabile di via Pascoli.
Forse pagherebbe di più un giro di controllo dedicato e una chiaccherata esplicativa coi residenti.
Forse pagherebbe di più la diffusione dell’idea che certi comportamenti in città non sono più tollerati, e che chi si prende delle libertà a discapito degli altri ne paga le conseguenze.
E magari ci risparmieremmo dei potenziali e inutili rischi aggiuntivi in caso di caduta, e un’infrastruttura che per poco che costi sa di sorpassato.

Al di là delle considerazioni del post linkato in apertura articolo, a cui comunque consiglio di dare un’occhiata, la segnaletica orizzontale e i dissuasori per come sono messi adesso, di fatto, non fanno altro che rinchiudere le bici in ciclabile forzandole a spostarsi in un’unica direzione possibile. Quelle che Rumiz ha chiamato percorsi ghetto.

Paolo Rumiz: percorsi ghetto

Paolo Rumiz: percorsi ghetto

Quelle che mi piacerebbe non vedere a Piombino. E poi vi svelo un segreto: venendo da via Amendola in bici può anche essere che qualcuno debba andare – faccio per dire – dal Lancioni. Avete presente? Il negozio di bici?

Su quell’incrocio mi sarebbe piaciuto vedere uno dei primi attraversamenti ciclabili della città: fascia di asfalto blu, segnaletica orizzontale bianca a delimitare, prosecuzione del percorso in corsia ciclabile (corsia, non pista separata) lungo i portici. Un altro attraversamento mi piacerebbe vederlo davanti alla scuola materna in San Francesco, dove la ciclabile si interrompe per dare precedenza alle auto.

com'è

com’è

comedovrebbeessere

come ci piacerebbe (2)

Ho un po’ paura di capire cosa ne sarà delle direttrici ciclabili, se questa è la maniera in cui chi progetta le infrastrutture ciclabili in città intende affrontare le intersezioni col traffico motorizzato (vero problema da risolvere per chi progetta), e gli abusi a cui il traffico motorizzato è assuefatto.
Voglio essere aperto, propositivo, ben disposto, ma ho paura.
E mi auguro solo che quegli orrendi birilli rossi restino una soluzione temporanea, anche se al momento rimangono solo il monumento a un’occasione persa.

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